ROSSI’S BAND
dall' Album: GRANDE CONCERTO MUSICALE "Che la"
BRANI: 1)IIBelPaese – Valzer 2)II Cardillo - Polka 3)Inglesina - Marcia Sinfonica 4)L’Aurora 5)La riposta 6)L 'Autunna - Marcia Sinfonica 7)Marcia Sinfonica N° 2
8)Portpourri Di Canzoni Napoletani Parte 1 9)Portpourri Di Canzoni Napoletani Parte 2 10)Primavera - Mazurka 11)Quadriglia - Parte 1 12)Quadriglia - Parte 2
13)Rimembranza - Marcia Sinfonica 14)Sangue Sannita - Valzer 15)Serenade Waltz 16)The Flower Of Italy Waltz

La vita del Maestro Alfonso Rossi
SOGNAVA UNA SUA BANDA
Alfonso Rossi è vissuto in Italia in un piccolo paese chiamato Gessopalena, in provincia di Chieti, in Abruzzo. Venne negli Stati Uniti d’America da solo, con l’intenzione di farsi una posizione come musicista e di guadagnare soldi da inviare alla sua famiglia.
Si diede da fare per trovare lavoro e suonò flauto e ottavino al Million Dollar Pier di Atlantic City, New Jersey. Più tardi fece venire tutta la sua famiglia che comprendeva Marianna Rossi, la moglie, e quattro figlie: Esterina, Bice, Amelia e Giovannina. Aveva anche due figli, Eligio e Amilcare. La sua famiglia lo raggiunse nel 1913. Si stabilirono tutti in South Philadelphia, al n. 1228 South 13th Street. Più tardi si trasferirono al 1244 South 16th Street.
Il Maestro Rossi aveva una cosa in mente quando la sua famiglia arrivò negli Stati Uniti: formare una sua Banda Concertistica. Nei primissimi tempi egli suonava con il Maestro Creatore e le Concert Band di Ellerey. Era il vicedirettore in entrambe le bande. La Banda di Creatore era paragonabile alla famosa John Philip Sousa Band, ma non altrettanto popolare.
Mio nonno faceva le prove bandistiche nei mesi invernali. Gennaio, febbraio, marzo e anche aprile, la domenica mattina. Le prove avevano luogo nella parte alta di un saloon localizzato al n. 12 di Reed Street, vicino Columbus Square. Durante le prove invernali il comitato della sua Banda raccoglieva prenotazioni per l’estate. Gli impegni erano i seguenti: Baltimore, Marcus Hook, Philadelphia, Berlin NJ, Pennsgrove, Trenton, Wilmington DE, e altri ancora.
La Banda era impegnata nei fine settimana da maggio fino ad ottobre. Alcuni ingaggi (compresi sfilata e concerto) erano di un giorno, il sabato, e qualche volta di due giorni, sabato e domenica. I musicisti, usavano il trasporto pubblico quando suonavano a Filadelfia o Camden. Quando la Banda viaggiava in altre città, usava gli autobus, che erano molto confortevoli.
La banda ebbe un’esperienza particolare tornando da Baltimore nel Maryland, verso la fine di maggio. Dopo il concerto i bandisti si riunirono per tornare in autobus a Filadelfia. Lungo la strada il mezzo iniziò ad avere problemi meccanici al motore. L’autobus viaggiava molto lentamente, e i bandisti se ne accorsero. Procedendo in questo modo, essi finirono col vedere una bellissima aurora dall’autobus. Accadde il lunedì del Memorial day. Quando il bus finalmente arrivò a Wilmington, Delaware, alle sei del lunedì mattina, un bandista chiamò la moglie del Maestro Rossi, Marianna, per spiegarle il problema. Lei si sentì sollevata nel sentire che tutti stavano bene e che niente di grave era successo. L’autista del bus fece una telefonata e si mise d’accordo con un altro per riportare la Banda e il Maestro Rossi indietro a Filadelfia.
Il bus infine arrivò sano e salvo a Filadelfia davanti alla casa del Maestro Rossi, alle 9.45 del Memorial Day. Alcuni bandisti erano stati precedentemente prenotati per marciare con altre bande nella sfilata del Memorial Day. Dovettero affrettarsi. Alla fine le cose si sistemarono. I bandisti ne erano stati un po’ seccati, ma quando si viaggiava per fare questi concerti in date precise, si poteva andare incontro a problemi di trasporto.
Quando la banda suonava nelle diverse città, i falegnami dovevano costruire un palco per i musicisti. Alcuni palchi erano costruiti su un piano rialzato, altri a livello del suolo. I palchi rialzati erano dotati di una scala. Qualche volta si creavano problemi. I palchi a livello stradale erano l’ideale; così dal momento che io ero il bibliotecario della Banda, era più facile maneggiare le due valigie piene di cartelline musicali.
Il Maestro Rossi aveva un ampio repertorio musicale. Consisteva di marce, ouverture, brani operistici e musica folk. I seguenti brani erano alcune delle musiche eseguite dalla Banda Rossi durante i concerti: Ouverture dalla “Semiramide” di Rossini; Ernani di Verdi; il Rigoletto di Verdi; Il Barbiere di Siviglia di Rossini; l’Arlesiana (suite) di Bizet; la Traviata di Verdi; i Pagliacci di Leoncavallo; Canzoni napoletane – Potpourri – arrangiate da Alfonso Rossi; la Gioconda (Danza delle Ore) di Ponchielli. E molte altre ancora.
Quando la Banda Rossi suonava su un palco a livello stradale, mio nonno amava conversare con alcuni appassionati di musica durante gli intervalli. Si formava una fila di persone in direzione della Banda per fermarsi a parlare e salutare il Maestro. Mio nonno era una persona amichevole e un gran conversatore. Era benvoluto e rispettato da tutti. Ricordo pure che in alcune città i parrocchiani e i parroci organizzavano un trattamento tipo “tappeto rosso” invitandolo a cena. Qualche volta mi portava con lui. Devo ammettere che quando lo accompagnavo in queste speciali occasioni, ricevevo un trattamento reale. Ci lasciavamo andare a deliziosi pranzi italiani con tutte le portate, che non saprei cominciare a descrivere. Per quanto mi diverstisse stare con mio nonno, avrei comunque preferito pranzare con i bandisti adolescenti.
LA STORIA DEL TRIO ROSSI
Il Maestro Rossi organizzò anche un piccolo gruppo di studenti da lui denominato il Trio Rossi. Era fornato da un clarinetto in mi b, un sassofono soprano ricurvo in si b e da una chitarra. I giovani esecutori avevano 8, 10 e 13 anni. Il sassofonista era il mio fratello più piccolo, Amedeo Dell’Osa, che prendeva lezioni da nonno Alfonso. Amedeo suonava il sassofono, il clarinetto e qualche anno dopo, il flauto. Mio nonno arrangiava i pezzi musicali per il trio, cioè marce, brani d’opera e musica folk. Il Trio Rossi si esibiva di tanto in tanto in diverse occasioni. Suonavano bene ed erano apprezzati da tutti. Quando i più giovani crescevano, continuavano a suonare, ma seguivano la loro propria strada. Mio fratello Amedeo si perfezionò nello studio del sassofono contralto, tenore e baritono. Suonò in diversi night club, accompagnando celebrità televisive e di Hollywood. Amedeo insegnò nelle Scuole cattoliche di Filadelfia e anche privatamente.
LO STUDIO MUSICALE ROSSI
Il Maestro Rossi aveva uno studio musicale a casa sua. Insegnava una varietà di strumenti, quali l’ottavino, il clarinetto, il flauto, la tromba, il sassofono, il trombone a pistoni, il corno e alcune percussioni. Prima di insegnare agli studenti uno strumento musicale, dava loro le basi fondamentali della musica, il solfeggio. Quando si fece più anziano, a volte il Maestro Rossi non si sentiva bene e non poteva insegnare. Però suo figlio Eligio lo sostituiva. Eligio suonava il contrabbasso. Frequentava il Curtis Institute of Music, al n. 18 di Locus Street a Filadelfia. Quando Eligio si diplomò, suonò con molte orchestre sinfoniche del Paese. Suonò anche con le due Compagnie d’Opera di Filadelfia, la Scala Opera Company e la Grand Opera Company. Insegnava nelle Scuole cattoliche di Filadelfia, ed in più privatamente. Alcuni suoi studenti fecero parte delle orchestre sinfoniche in diverse parti del Paese. Alcuni divennero musicisti jazz. Uno dei suoi ex-studenti è il rinomato jazzista Stanley Clark.
Anche mio cugino Amilcare Del Governatore, noto professionalmente come Al Governor, studiò le basi della musica con il nonno prima di decidere di diventare pianista. Ebbe anche lui una brillante carriera dirigendo orchestre nei night club, accompagnando famosi artisti e suonando in numerose Band dai grandi nomi, quali Glenn Miller, Jimmy Dorsey, Charlie Spivack, Sammy Kaye, solo per citarne alcune.
I nipoti e il figlio del Maestro Rossi furono tutti fortunati per essere parenti di questo grande musicista e insegnante, che divideva con loro la sua conoscenza ed esperienza. Noi fummo in grado di ricevere una grande spinta nella professione musicale. Io divenni suonatore di tromba con la Buddy Lawrence Dance Band, e usai anche le mie conoscenze ed esperienze musicali per lavorare con mio padre, Vincent Dell’Osa, riparando strumenti musicali, specialmente gli ottoni.
STORIA DELLA TEENAGE BAND DI CAMDEN, NEW JERSEY.
Questa storia ebbe luogo nei primi anni Trenta. Al Maestro Alfonso Rossi fu chiesto di formare a Camden nel New Jersey, una Band di adolescenti. Ricordo molto bene questa storia dal momento che io lo accompagnavo nelle sessioni di prova. Questi adolescenti non sapevano nulla di musica. Il Professor Rossi, com’era chiamato, doveva iniziare con i corsi musicali e poi proseguire con i corsi strumentali. La Banda era formata da un ottavino, da un clarinetto in mi b, da clarinetti in si b, trombe, tromboni a pistoni, corni in mi b, corni baritono, rullanti, cimbali e gran cassa. La Banda era al completo. Ora veniva la parte più difficile, insegnare loro come suonare. Il Maestro cominciava con le lezioni individuali. Quando essi miglioravano, formava un gruppo. Il Professor Rossi doveva fare degli speciali arrangiamenti per banda adatti ai futuri musicisti. La banda cominciò a fare progressi. Finalmente venne il giorno del debutto della Teenage Band. Il concerto si tenne a Filadelfia vicino al centro città. La sala è ora conosciuta come Society Hill Playhouse, situata sull’8a strada, tra Lombard e South Streets. Il concerto fu un successo.
Anni dopo mio nonno dovette incrementare la sua orchestra di Filadelfia. Decise di prendere alcuni musicisti della Band di Camden. Dal momento che mio nonno mi aveva insegnato la tromba, mi chiese di unirmi al gruppo. Infatti io scelsi Alfonso come nome d’arte quando fui confermato. Fu una grande esperienza suonare in diverse città durante il periodo estivo. Mi divertii molto.
LE REGISTRAZIONI DELLA BANDA PER LA RCA
Mio nonno aveva un amico, Mr. John DeStefano, che possedeva un negozio di dischi in South Philadelphia nella Dickinson Street, tra la 13a strada e Broad Street. Accompagnavo mio nonno quando lui faceva visita a Mr. DeStefano che era un uomo gentile con il quale, ricordo, si faceva delle piacevoli conversazioni. Giocò un ruolo importante nel far incidere il disco della Banda del nonno per la RCA – Victor Talking Machine (Victor la macchina parlante, come si diceva in quei tempi). Tra l’altro il negozio discografico di DeStefano è ora il famoso Victor Cafè Restaurant. Nel corso degli anni ho frequentato diverse volte questo ristorante. Ho avuto anche il privilegio di conoscere i figli di Mr. DeStefano, John e Armand.
La nostra famiglia possiede queste registrazioni originali. Possiamo ascoltare la Banda Rossi e gustare gli assolo dell’ottavino del Maestro Rossi. Siamo grati per avere questo ricordo di nostro nonno.
IL MAESTRO ROSSI VERSO IL TRAMONTO DELLA VITA
Il Maestro Rossi invecchiava e aveva problemi con la vista. Ebbe la cataratta ad entrambi gli occhi e dovette operarsi. Prima ad un occhio. In quei tempi (anno 1940) la tecnologia medica non era avanzata come oggi. Rimase in ospedale tre settimane per riprendersi dall’operazione. Finalmente venne dimesso, e fu contrariato per aver passato tutto quel tempo in ospedale. Più tardi prese in considerazione l’idea di operarsi l’altra cataratta. Ripensando a quanto aveva passato con la precedente operazione, decise di non farsi toccare l’altro occhio. Nel frattempo riusciva a leggere il giornale usando una grande lente d’ingrandimento. Era consapevole che non poteva dirigere come faceva prima. Pertanto arrivò alla conclusione di non continuare con la Banda.
Il 4 luglio 1941 Alfonso Rossi si sentì male. Morì il giorno seguente all’età di ottanta anni. In quei tempi le visite avvenivano nelle case, al contrario dell’odierna abitudine di usare le “funeral homes”. La notte delle visite molti amici e vicini vennero a rendere omaggio. Io ricordo una lunga fila di persone che girava l’angolo della casa. Il giorno del funerale l’ottavino che lui suonava nella registrazione RCA fu messo nella bara con lui.
Il corteo funebre lasciò casa sua nella 16a strada verso la chiesa di S. Rita a Broad Street in South Philadelphia. I musicisti della vecchia Banda Rossi seguivano la bara, suonando musiche adatte ad un’occasione così mesta. Alcuni suoi allievi seguivano con ceste di fiori. C’erano numerose macchine di fiori che si dirigevano verso la chiesa. Dopo la messa funebre mio nonno fu portato a Holy Cross Cemetery a Yeadon per la sepoltura. Si trattò di un corteo e di un funerale degni di una celebrità. Il Maestro Rossi era tenuto in molta considerazione nella comunità di South Philadelphia.
L’ACCORDO FINALE
Il Maestro Rossi non era più con noi. Le belle melodiche marce sinfoniche italiane che venivano suonate in quei giorni lontani cominciavano a dissolversi con la sua scomparsa. Le strade di South Philadelphia, la Città dell’Amore Fraterno, sembravano silenziose, ma i bei ricordi della Banda Rossi sarebbero durati per sempre.
ALCUNE CURIOSITÀ DELLA VITA DEL MAESTRO ROSSI
Il Maestro Creatore chiamava Alfonso Rossi “Professore”, riconoscendogli un titolo superiore al suo di “maestro”.
Quando era ancora in Italia, una sera il Maestro Rossi suonò nel “golfo mistico” per il famoso compositore de La Gioconda, Amilcare Ponchielli, che dirigeva un’opera. Rossi rimase così impressionato dal compositore che chiamò Amilcare uno dei suoi figli.
Mio nonno non mangiò mai sandwich all’ora di pranzo. Mia nonna, Marianna Melchiorre, doveva cucinare un pasto caldo. Non mangiava né torte né dolciumi, ma gli piacevano le noccioline con il vino.
Non parlava inglese, ma sapeva perfettamente ordinare un caffè quando entrava in un ristorante. Faceva spese al mercato italiano della 9a strada ed era noto perché salutava le donne togliendosi il cappello. Era un vero gentiluomo. Correggeva il nostro italiano quando noi non pronunciavamo correttamente le parole.
Era preferibile aver studiato la lezione di musica quando si andava al suo studio. Mi rincrescerebbe dire cosa accadeva se non avevi studiato. Era molto severo ma anche gentile. Nelle prove della Banda tollerava un errore, ma era meglio non farne un altro.
Amava il suo gatto. Il gatto aspettava davanti alla porta che lui gli gettasse dei pezzi di pesce comprato al mercato italiano. Il gatto lo svegliava la mattina. Quando il Maestro Rossi morì, il gatto si stese sotto la bara. Dopo la sepoltura il gatto sparì e non si fece più vedere.
Al mattino gli piaceva leggere il giornale e bere il caffè.
Quando gli si faceva delle domande del tipo: «Maestro, cosa pensa di quel nuovo e promettente soprano che ha fatto il suo debutto al Metropolitan Opera la settimana scorsa?». Esitava un momento e poi rispondeva in italiano «Non c’è male».
Ricordo personalmente alcune di queste curiosità poiché, all’età di dieci-undici anni, passavo i mesi estivi con i miei nonni. Questi erano veramente speciali. Infatti, da neomusicista nella Banda Rossi diedi la mia prima paga a mia nonna Marianna. Sono diventato una persona migliore per il tempo passato con loro e per le cose imparate da questi straordinari nonni.
Vincent A. Dell’Osa
nipote del Maestro Rossi